venerdì 11 ottobre 2019

COMPOSIZIONE - MOSTRA COLLETTIVA AL POLMONE PULSANTE DI ROMA


                                                                                                 




COMPOSIZIONE


 Mostra collettiva

Adriana Pignataro
Anna Cesarini
Etty Bruni
Gianfranco Gobbini
Evaldo Amatizi

Dal 9 al 16 ottobre 2019
(esclusa la domenica)
ore 10,30 - 20,00
a cura di Rosa Orsini direttrice artistica

Vernissage mercoledì 9 ottobre ore 17,30
Con degustazione dei vini dell’azienda agricola Casale del Giglio
                                                                                                                                      

POLMONE PULSANTE
Salita del Grillo 21, Roma
www.polmonepulsante.it


Dal 9 al 16 ottobre il Polmone Pulsante organizza una mostra collettiva dal titolo “COMPOSIZIONE” curata dalla direttrice artistica Rosa Orsini, che per l’occasione ha selezionato le opere di cinque artisti contemporanei, creando un connubio di stilemi in cui ogni singolo linguaggio dialoga in perfetta armonia.
La mostra è inserita nel circuito della Giornata del Contemporaneo prevista per il 12 ottobre, giorno in cui verrà effettuata  la visita guidata gratuita al museo dedicato all’artista Saverio Ungheri, fondatore del Polmone Pulsante.
La mostra nasce da un preciso intento: osservare il mondo attraverso la visione dell’artista. Percepirlo attraverso le emozioni, unico linguaggio capace di cogliere le espressioni artistiche sinestestiche e lasciarsi guidare verso la contemplazione. Tanto la natura umana, così complessa, quanto la superficie terrestre, carica di sfumature e suggestioni, sono indagati come soggetto espressivo. Lo guardo dell’artista rivolto verso l’interiorità percepisce la forza dirompente di un’energia inarrestabile, motore di ogni esistenza. Contempla le atmosfere, le armonie e i contrasti, ma ne elabora una propria e peculiare sintesi attivando un processo di metamorfosi che in maniera frammentaria riproduce immagini e dettagli di una terrestre vitalità.
I protagonisti hanno il potere di proiettarci in una dimensione parallela, dove l’astratto quanto il figurativo sono parte di una realtà irreale, che esiste in quanto concepita dalla loro mente,  ma estranea alla dimensione naturale.
Nonostante ciò, ogni artista cerca di rappresentare la natura come soggetto visivo attraverso l’uso di materiali che contribuiscono alla realizzazione dell’opera. Dalle complesse composizioni di Adriana Pignataro, dove la manipolazione delle carte riciclate sono estemporanea espressione della sua vis creativa, si passa alle opere materiche di Anna Cesarini, forti di una solida struttura costruttiva, creata con resina trattata su supporto di  legno, che restituiscono le percezioni sensoriali attivate dalla luce del sole, dalla irrefrenabile potenza dell’alta marea. Passiamo ai tramonti infuocati di Etty Bruni, visioni di mondi lontani persi nella prospettiva, orizzonti accesi da colori intensi intersecati da bagliori di luce. Vie sconfinate di interiori sentieri inconsci sono i quadri di Gianfranco Gobbini. In essi la materia, protagonista insieme al colore, si impreziosisce grazie all’uso dello zafferano, che come l’oro regala quella patina dorata, che conferisce alla composizione una struttura luminosa e materica. E infine, la figurazione bionica di Evaldo Amatizi, uomini e donne proiettati in una dimensione virtuale, spogliati della propria pelle, delle sovrastrutture esterne che edificano muri, barriere, difese, e si amalgamano tra loro, ricercando il conflitto o il calore di un abbraccio. Alterità robotica se non metafisica che rivela la natura umana, una forza espressa da fasci luminosi che avvolgono  i muscoli in azione, frammentarietà che trasforma il soggetto in oggetto dinamico.

Contatti:


Polmone Pulsante
Centro promozionale delle Arti e della Ricerca
Diretto da Andrea Ungheri
Salita del Grillo 21 Roma
www.polmonepulsante.it


Rosa Orsini

Critico d’arte, curatrice, direttrice artistica del Polmone Pulsante e Presidente di Orsini Pubblicazioni Arte Contemporanea, associazione culturale per la promozione dell’arte e dell’editoria
e- mail: rosa.orsini@tiscali.it
orsinipubblicazioniartecontemporanea.blogspot.com
sede: Roma,via Poggio Catino 6

lunedì 2 settembre 2019

MEDITAZIONE Stefano Sesti - Palazzo Albertoni Spinola Roma





COMUNICATO STAMPA
MEDITAZIONE
Stefano Sesti

Opere dell'artista

18/19/20 settembre 2019
dalle ore 10,30 alle 19,30

Mostra a cura di Rosa Orsini

Vernissage 18 settembre ore 17,30
Palazzo Albertoni Spinola, Sala Aventinus
Piazza Campitelli 2, Roma








“Meditazione” è il titolo della mostra personale dell’artista Stefano Sesti, in corso dal 18 al 20 settembre a Roma, a palazzo Albertoni Spinola, edificio di dichiarato interesse storico artistico, intitolato a due importanti famiglie storiche che si sono avvicendate nella proprietà e che hanno legato il loro nome alla nobiltà capitolina. Un palazzo che apre l’ampio portone su una finta prospettiva che guarda alla bellissima chiesa di Santa Maria in Portico in Campitelli, gioiello architettonico del barocco romano.
Allestita nella piccola ma suggestiva sala Aventinus, al pian terreno di questo storico e magnifico edificio del XVI secolo, la cui progettazione iniziale vanta il prestigioso nome di Giacomo della Porta, laddove l’attuale struttura si deve ai successivi interventi ideati da Girolamo Rainaldi, che progettò anche la chiesa antistante, la mostra apre la stagione espositiva del pittore romano che in questa occasione presenta al pubblico i frutti della sua recente produzione.
Allievo di Montanarini e Russo, che segnano il suo cammino nell’arte, Sesti da sempre abbraccia l’astrattismo come segno contemporaneo, universale. La sua pittura si sposa con la sua poetica, nutrendosi di sensazioni e stimoli che l’artista riversa tanto sulla tela quanto nei suoi lirici versi. Abbandonati i sentieri espressivi di uno stile pittorico che trova espressione in una gestualità vivace tradotta nella stesura del colore, come le bellissime composizioni su carta dove la rappresentazione astratta della natura acquista un ritmo modulato, affidando alle sonorità mute la partitura di una criptica sinfonia, l’artista oggi ci regala nuove emozioni sensoriali attraverso questo corpus di opere realizzate tra il 2018 e il 2019 che sottendono ad altri ma sempre profondi significati.
L’autenticità del suo stile, la grafia distinguibile del suo segno nel campo dell’arte contemporanea, si rivela nella scelta degli elementi compositivi, in parte geometrici, in parte irreali, che dialogano su ampie campiture di colore acrilico, bianco o giallo primario. Ne consegue che l’impianto pittorico è un incontro di linguaggi che affidano al segno e al colore un profondo significato.
Nella ripetizione volontaria degli elementi compositivi, sono numerose le varianti a cui l’artista perviene, senza stravolgimenti o cambi di rotta, intuendo le dovute modifiche. Si tratta quindi della scelta di elementi fissi, con una staticità quasi corporea relegata in uno spazio definito, ma non per questo privi di quella sottile variabile emotiva che affonda le radici nella capacità visionaria dell’artista di riconoscere al colore un forte impatto visivo.  
Una mutevolezza che amplia la visione del suo modus operandi e che ci rivela infiniti processi creativi, mediante l’uso di particolari gamme cromatiche.
I significati a sostegno della sua pittura sono molto profondi, richiamano all’innato desiderio di congiungimento tra anime sensibili, che tendono verso l’altro, all’unione, pur rimanendo distanti. Sono figurati come filamenti neri, ectoplasmi di colore smaltato sulla superficie, che vivono e si muovono nello spazio; confinati agli estremi, non si toccano ma percepiscono la presenza dell’altro. Sembrano antenne sensitive che rispondono a lontani richiami, ad ultrasuoni non udibili dall’essere umano, emessi da stilizzate mantidi o meduse. L’artista ricorre ad una particolare raffigurazione retaggio di lontane influenze metafisiche che trovano qui una loro sintesi. La sfera infine, l’unico elemento geometrico della scena pittorica, rappresenta l’unione, il completamento, lo yin e lo yang,  la vita che si compie.
Sono quadri di varie dimensioni su supporto telato, realizzate con l’uso di smalti e colori acrilici, che dominano le pareti della sala, affiancati da una piccola serie di fotografie, l’ulteriore sentiero creativo percorso da Sesti. Qui il linguaggio cambia, c’è un richiamo alla pop art, al graffitismo, all’arte metropolitana che usa la parola estrapolata dai ritagli di giornale. In confronto alle sopra citate pitture, le fotografie creano un forte contrasto di stile e di forme, sono parte di un percorso artistico diverso, alternativo. Sesti va alla ricerca di manifesti stampati e strappati, li fotografa, mette in risalto dettagli, a volte agendo con interventi pittorici. Manifesti che nel loro processo vitale, concepiti come prodotti di rapido consumo, approdano inevitabilmente ad un incurante disfacimento; sono frutto della moderna comunicazione di massa, rapida, veloce, che ne fa uso e abuso come strumento propagandistico di nuove e continue, intercambiabili ideologie, e pertanto destinati ad essere dimenticati, sostituiti. Un prodotto che si traduce in linguaggio, e che appartiene all’arte del sociale e nel sociale trova fonte e collocazione.
Stefano Sesti si muove quindi nella ricerca di nuovi linguaggi. La sua ricerca espressiva è fatta di coraggio e di sperimentazione, qualità indispensabili per un artista in continua evoluzione, e che dimostra in questo caso di avere molto da raccontare di sé, della sua sensibilità e del suo modo di vedere il mondo e comunicare con esso.


mercoledì 22 maggio 2019

Presentazione di Artisti in Campo al Polmone Pulsante di Roma


Nel corso della mostra personale

NUDI
di
Esperia Uberti Malagnini


ORSINI PUBBLICAZIONI ARTE CONTEMPORANEA, associazione culturale per la promozione dell’Arte e dell’Editoria, presenta al pubblico il catalogo d’arte contemporanea “Artisti in Campo”
curato dal critico d’arte Rosa Orsini.

Intervento della dott.ssa Rosa Orsini, editore e presidente dell’Associazione,
per illustrare  i contenuti della nuova proposta editoriale.

Seguirà rinfresco

22 maggio 2019
ore 19,00

POLMONE PULSANTE
Salita del Grillo 21, Roma



mercoledì 15 maggio 2019

"NUDI" di Esperia Uberti Malagnini


Polmone Pulsante presenta le opere dell'artista veronese


Comunicato stampa
Il Polmone Pulsante è lieto di presentare al pubblico

NUDI
di
Esperia Uberti Malagnini

Dal 18 al 25 maggio 2019
ore 18,30 - 20,30

a cura di Rosa Orsini
In collaborazione con Orsini Pubblicazioni Arte Contemporanea
associazione culturale per la promozione dell’Arte e dell’Editoria

Vernissage 18 maggio ore 17,30
POLMONE PULSANTE
Salita del Grillo 21, Roma




“Nudi” è il titolo della mostra personale dell’artista Esperia Uberti Malagnini, in corso dal 18 al 25 maggio a Roma nelle sale del Polmone Pulsante, centro promozionale delle Arti e della Ricerca, sito sulla Salita del Grillo, alle spalle dei Fori Traianei.
Storico centro culturale, attivo dal 1976, Polmone Pulsante nasce come punto di incontro grazie all’impegno del celebre artista Saverio Ungheri che fece di questo spazio il suo atelier. Oggi, sotto la direzione di Andrea Ungheri, figlio di Saverio, Polmone Pulsante rappresenta un importante riferimento artistico per la capitale ed affettivo per la famiglia di Esperia Malagnini.
Tema centrale di questa esposizione è il nudo o meglio lo studio della figura umana, soggetto che costituisce una materia propedeutica nell’apprendimento delle arti applicate, del disegno e della pittura.
Le opere di Esperia Malagnini esposte in questa sede contemplano un corpus di pastelli su carta. Sono quadri che appartengono al periodo di frequentazione dei corsi all'Accademia d'Arte di via Ripetta a Roma, e vengono qui presentati per la prima volta a distanza di anni per omaggiare la carriera dell'artista.
Lo studio del nudo implica un approccio obbligato al soggetto, rispetto alla posa e al punto di osservazione, restringendo il campo visivo. Lo studio serve in effetti ad imparare a cogliere il soggetto, a restituire le giuste proporzioni, ad evidenziare i punti di luce, quelli in ombra, a creare tridimensionalità. Elementi che vediamo qui magistralmente riproposti. Sulla tela osserviamo il soggetto inserito in uno spazio non definito, metafisico in quanto non reale, illusorio. Un spazio che assume una connotazione attraverso l'uso del colore, dalla scelta delle tonalità pastello che rimandano alle cromie bruciate della sabbia e della terra, a quelle cerulee del cielo, al verde dell'erba.
E' il femminile a fare da padrona in questa mostra, un femminile che a dispetto della nudità preserva gelosamente il mistero. L'anima nonché il pensiero crea una distanza che il corpo nudo non riduce. Una verità che non rivela. Ciò che colpisce principalmente è lo sguardo del soggetto, perso nei pensieri o immerso in una dimensione che non ci viene rivelata. È altrove rispetto al corpo. Attiva la curiosità e ci invita a chiederci quali pensieri, quali stati d'animo hanno attraversato la mente della modella mentre veniva ritratta. Ma non è solo lo sguardo a suggerirci di ricercare il pensiero, spesso interviene anche la posa assunta, come la donna di spalle alla finestra, forse in attesa di qualcuno, seduta su una sedia, o accovacciata sulla sabbia. In altri quadri vediamo che la figura esprime allegria, gioco, ilarità. L'artista ha saputo cogliere l'anima del femminile e trasporla nel soggetto rappresentato. Sono soggetti pensanti.
Un altro elemento che colpisce è la creazione dello sfondo. Questa specie di aurea che l'artista costruisce alle spalle del soggetto e che assume la forma di una stella, delle ali di un angelo, dell'ombra riflessa.
Ritorna il concetto dell'anima e del pensiero, di una verità che esiste ma non si rivela o almeno non completamente. Un gioco di colori che viene replicato nei vari disegni, e che assume un carattere identificativo.
Da qui ci colleghiamo infine alla risultante finale di questi lavori. Notiamo come l'artista sia stata capace di scegliere un accostamento cromatico bilanciato ed armonico, dai delicati toni pastello che cedono il passo a forti contrasti e che mettono in risalto la figura in primo piano. Sono tutti elementi che contribuiscono alla resa finale, alla compiutezza dell'assetto compositivo e che diventano forma e sostanza di personale rappresentazione del soggetto.


Biografia
Esperia Uberti Malagnini nasce a Verona nel 1931. IL padre Giovanni Uberti trasmette ai figli la passione per il disegno. Esperia è sorella del celebre acquarellista Sergio Uberti e moglie di Cesare Malagnini, figura di spicco tra gli intellettuali veronesi del secondo dopoguerra. Studia a Verona con il pittore Franco Patuzzi e successivamente frequenta a Roma l’Accademia di Belle Arti. Dal 1986 al 1990 partecipa a numerose collettive a Verona, Bologna, e Roma.



Il giorno 22 maggio alle ore 19,00, nel corso della mostra, verrà presentato al pubblico il catalogo d’arte contemporanea “Artisti in Campo” curato da Rosa Orsini e edito da “Orsini Pubblicazioni Arte Contemporanea”, associazione culturale per la promozione dell’arte e dell’editoria.

venerdì 26 aprile 2019

"Dal soggettivismo all'oggettivismo" Valerio Giuffrè

L'apoteosi

mostra personale di pittura contemporanea

a cura
di Rosa Orsini


ROMA, PALAZZO ALBERTONI SPINOLA
sala Aventinus
Piazza Campitelli, 2
10/11/12 Maggio 2019


Vernissage venerdì 10 Maggio 2019
ore 17,30
con degustazione di vini della casa vinicola





sabato 11 e domenica 12 maggio
dalle ore 10,00 alle 19,30





                                                                                                                      





COMUNICATO STAMPA
Dal soggettivismo all’oggettivismo
Valerio Giuffrè

Mostra personale di pittura
Dal 10 al 12 maggio 2019


a cura di Rosa Orsini
In collaborazione con Orsini Pubblicazioni Arte Contemporanea
associazione culturale per la diffusione dell’arte e dell’editoria
sponsor CASALE DEL GIGLIO Società Agricola S.r.l.

Vernissage 10 maggio ore 17,30
Palazzo Albertoni Spinola, Sala Aventinus
Piazza Campitelli 2, Roma

“Dal soggettivismo all’oggettivismo” è il titolo della mostra personale dell’artista Valerio Giuffrè, In corso dal 10 al 12 maggio a palazzo Albertoni Spinola a Roma, nella sala Aventinus, al pian terreno di questo storico e magnifico edificio del XVI secolo, progettato da Giacomo della Porta e completato da Girolamo Rainaldi.
Viene presentato un corpus di 9 quadri, selezionati dalla recente produzione dell’artista realizzata nel corso del 2018-2019, dove emerge la potenza del segno astratto come tramite significativo di un pensiero meditato, complesso, condizionato dalla dottrina zenoniana che Giuffrè eredità e sviluppa come fondamento della sua dottrina filosofica. Giuffrè artista, filosofo e divulgatore del pensiero neoeleatico, critico verso la teoria del moto parmenidiano, da anni si esprime su terreni paralleli che impiegano arte e filosofia. L’approccio all’astratto, dopo un iniziale periodo figurativo, avviene nel 2000 in seguito all’incontro con il famoso critico e storico dell’arte Ernesto D’Orsi, che riconosce la potenza innovativa della pittura di Giuffrè. Un passaggio importante, significativo, che libera la sua creatività svincolandolo dalla forma e che oggi determina la sua produzione pittorica.
I 9 quadri realizzati con colore acrilico su tela suggeriscono all’osservatore il riflesso dell’universo infinito, da cui tutto ha origine e a cui tutto ritorna. Tratto e colore definiscono le campiture. Rigore e armonia emergono dalla composizione debitamente compiuta come risultante ottimale della vis pittorica di Giuffrè.
Il segno è elevato a struttura linguistica, sublimato non solo come elemento architettonico dell’impianto pittorico, ma soprattutto come veicolo emozionale. Una pittura astratta che pur negando ogni riproduzione naturalistica, esprime la natura delle cose, l’essenza pura dell’essere in sé. Rivolgendo l’attenzione alla capacità intellettiva dell’uomo, volutamente critica nei confronti della sua inerzia rispetto ad una ratio dominante che soffoca l’istinto, la pittura in Giuffrè diviene soggetto e oggetto espressivo, capace di riformulare un linguaggio che risveglia la capacità cognitiva della sensazione visiva,
In questi quadri l’oggettivazione del soggetto - oggetto dipinto così come perviene agli occhi dell’osservatore prevale rispetto ad una posizione soggettiva del soggetto - osservatore, frutto di una speculazione ragionata, qui negata a vantaggio della sensazione, l’unica capace di percepire la realtà delle cose. Tutto è concepito dal punto di vista emozionale, così come la pennellata, fluida, gestuale, estemporanea, che rivela la capacità intrinseca dell’artista di sperimentare ed impiegare le infinite potenzialità del segno e del colore che, pur rimanendo nel limite dello spazio e della tela seguendo la direttrice del tratto, si amalgamano e si coniugano restituendoci la sensazione di un armonico connubio, dove tutto è immobile ed immutabile nella sua perfezione.