giovedì 28 marzo 2024

"STEFANO NOTARMUZI - Dipinti 1983-2020" a cura del critico d'arte Rosa Orsini.

Siamo lieti di presentare l'ultima pubblicazione dell' Associazione e casa editrice ORSINI PUBBLICAZIONI ARTE CONTEMPORANEA.

Si tratta del catalogo monografico del pittore Stefano Notarmuzi. Un volume di 104 pagine dal titolo "STEFANO NOTARMUZI - Dipinti 1983-2020" che raccoglie al suo interno più di novanta immagini, corredate da biografia e testo del  critico d'arte  Rosa Orsini.

L'artista ha scelto la associazione e casa editrice ORSINI PUBBLICAZIONI ARTE CONTEMPORANEA per la pubblicazione del primo volume dedicato alla sua carriera pluriennale di pittore paesaggista, continuatore di quella corrente post impressionista che guarda alla natura come fonte di ispirazione, pervenendo ad un linguaggio profuso di atmosfera e poesia, colto da un'anima sensibile, tale è quella dell'artista, assorta in una dimensione contemplativa.

Il volume è a disposizione presso la sede dell'associazione ORSINI PUBBLICAZIONI ARTE CONTEMPORANEA .

https://orsinipubblicazioniartecontemporanea.blogspot.com/

lunedì 6 dicembre 2021

“Ritmi compositivi” Rassegna di arti visive a cura di Rosa Orsini alla Galleria Arte Sempione di Roma

 

La Galleria Arte Sempione di Stefania Pinci

presenta


“Ritmi compositivi”

Rassegna di arti visive a cura di Rosa Orsini

 

Artisti:

Adriano Bernetti Da Vila, Stefano Donato, Valeria Faillaci, Federica Fedele, Giovanni Franceschetti

Silvana Frivoli, Antonio Gandossi, Daniela Ghione, Monica Osnato, Stefania Pinci

 

Dal 4 al 31 dicembre 2021

Dalle ore 9:30/13:00 alle 15:30/19:30

 

Inaugurazione sabato 4 dicembre 2021 ore 18:00

 

Galleria Arte Sempione

Corso Sempione 8/10

00141 Roma

 

 

La Galleria Arte Sempione di Roma inaugura il 4 dicembre la rassegna di arti visive “Ritmi compositivi” curata dal critico Rosa Orsini.  10 gli artisti in mostra,  con un corpus nutrito di opere che mette in evidenza la loro recente produzione. Opere astratte insieme ad opere di chiaro stampo figurativo arricchiranno le pareti della galleria. Un connubio di linguaggi visivi la cui interpretazione è affidata alla sensibilità percettiva dello sguardo, assorto dalla carica emozionale della pittura. Un evento che risponde oggi alla necessità degli artisti di ritornare ad esporre, di rinascere dopo un lungo periodo di fermo, e del pubblico appassionato di arte.

In corso fino al 31 dicembre, la rassegna prevede un articolato programma espositivo che si sviluppa in 3 mini collettive di pittura composte da gruppi di artisti che in turni di tre, più uno scultore che si aggiunge all’evento con le sue graziose composizioni,  si avvicenderanno di settimana in settimana fino alla kermesse finale che li vedrà riuniti insieme, protagonisti ognuno con una singola opera.

Nel corso della rassegna sono previsti eventi collaterali di sicuro interesse per il pubblico, dalle presentazioni di libri ad appuntamenti musicali.  Da segnalare la raccolta fondi promossa dall’associazione Liberi di imparare prevista per l’8 dicembre, al fine di donare delle borse di studio per i ragazzi con difficoltà di apprendimento. Un’asta di beneficenza alla quale hanno aderito molti artisti presenti alla rassegna mettendo disposizione una loro piccola opera.

giovedì 9 settembre 2021

Gerardo Marazzi inaugura il 24 settembre 2021 la mostra "Giappone - Libellule" alla Galleria Arte Sempione di Roma

 La

GALLERIA ARTE SEMPIONE


 presenta

GIAPPONE

日本 Nihon

LIBELLULE

トンボ Tonbo

di  Gerardo Marazzi

Mostra personale di pittura

a cura di Rosa Orsini

dal 24 settembre al 3 ottobre 2021

orario 9:30-13:00/15:30-19:30

INAUGURAZIONE venerdì 24 settembre 2021 ore 18:00

Galleria Arte Sempione – Corso Sempione 8- 00141 Roma



Gerardo Marazzi inaugura la stagione autunnale alla Galleria Arte Sempione di Roma con una mostra dal titolo “Giappone - Libellule”.

Sono opere pittoriche realizzate negli ultimi anni, su cartoncino e su tela, dal forte carattere evocativo. Assistiamo alla presenza di un linguaggio figurativo dominante sul piano creativo, ma in sospeso e oscillante tra realismo percettivo e linguaggio emozionale, che declina in pittura il multiforme e variopinto paesaggio giapponese. Vibrazioni cromatiche, evanescenza, simbolismo, sono le componenti pittoriche di una creatività ispirata dalle suggestione raccolte durante i viaggi nella terra nipponica intrapresi dall’artista romano.

Marazzi ci proietta in atmosfere avvolte dai vapori dei grandi laghi, da cui emergono Torii rosse laccate. Le porte celesti ci invitano ad attraversare sentieri solcati dai boschi di acero, ad ammirare il volo librante delle libellule e le incantevoli colorate gigantesche ninfee, suggerendo i profumi e le sensazioni visive tramite il connubio sinestetico reso dalle immagini e dai colori dipinti sulla tela.

Marazzi nel recupero dell’immaginario comune del genius loci, con i suoi dettami cromatici che ritornano nelle architetture, negli sfondi paesaggistici, nei costumi tradizionali di una cultura ancestrale, di immensa e imperitura bellezza, restituisce all’osservatore scene impresse nella memoria; lui, eterno viaggiatore capace di meravigliarsi ogni qualvolta si ritrova a visitare il territorio nipponico, riflette sulla realtà di un popolo che affida il suo destino alla dimensione spirituale, che eleva la natura a divinità, riverita, rispettata. Con la sua pittura, l’artista ci restituisce una visione personale ed onirica di un mondo distante, irretito e coinvolto dai suoi colori, diretto alla ricerca della purezza e sospinto verso l’infinito.

La mostra, dispiegandosi lungo le pareti della galleria con quadri di varia dimensione, suggerisce un percorso e ci proietta nel viaggio, regalandoci infinite emozioni.

L’esposizione avrà luogo dal 24 settembre per poi terminare il 3 ottobre p.v.


Rosa Orsini


 

 



mercoledì 11 agosto 2021

Stefano Sesti "MEDITAZIONI ACCANTO AL SOLE". Mostra personale alla Cappella Orsini a Roma

                                                                    


MEDITAZIONI

ACCANTO AL SOLE

di  

Stefano Sesti

 

Mostra personale d’arte

a cura di Rosa Orsini

 

dal 2 al 14 settembre 2021

(orario: da lunedì al venerdì, dalle ore 14:00 alle 19:00)

 

INAUGURAZIONE

giovedì 2 settembre 2021 ore 18:30

 

Cappella Orsini - Via di Grotta Pinta, 21 - 00186 Roma

www.cappellaorsini.net

 

 

Stefano Sesti inaugura la stagione autunnale alla Cappella Orsini di Roma con una mostra personale dalla forte connotazione astratta, declinata attraverso un linguaggio simbolico fatto di segni, geometrie e colore.

Sesti sceglie le sale di questa antica cappella gentilizia, collegata a Palazzo Orsini (oggi palazzo Pio Righetti) e alla storica e prestigiosa famiglia romana che la fece edificare alla fine del 1500,  per presentare i suoi ultimi lavori che pervengono a noi come continuazione della sua recente ricerca artistica.

Una location particolare per destinazione e originalità, che preserva gli elementi strutturali di luogo di culto anche se seminascosti dalle moderne e eccentriche scenografie che ne connotano l’ambiente. La cappella perde oggi la sua destinazione liturgica per divenire spazio polivalente dedicato a mostre ed eventi culturali. Entrando ci si sente proiettati in una dimensione completamente diversa rispetto alla facciata barocca esterna.

La mostra curata dal critico d’arte Rosa Orsini, contempla una ventina di lavori su tela e carta, dedicati al tema dell’incontro, e interventi pittorici su base fotografica, espressioni di una personale interpretazione del divenire delle cose destinate a deterioramento.

Nella pittura di Stefano Sesti riconosciamo i tratti di un linguaggio astratto connotato da elementi coloristici e geometrie simboliche, traguardo di una ricerca che parte dalle influenze metafisiche della pittura, dove la sottrazione della figurazione attiva nell’action painting la sua sintesi espressiva.

Avvertiamo una coerenza di linguaggio che traccia le basi di uno stile individuale riconoscibile all’interno del panorama artistico contemporaneo, e un messaggio che oltrepassa il limite individualistico della sfera umana ponendosi come ponte comunicativo tra anime distanti nella comune ricerca dell’universale senso della vita.

Una pittura che trova significato all’interno di una dimensione surreale, che riveste l’inconscio di una forma simbolica e affida al colore il compito di rappresentare il mistero, racchiudendo in un globo la totalità dell’esistenza, incentrata sull’unità di anime e pensiero a cui tende ogni essere umano.

Stefano Sesti trasforma l’elemento pittorico in simbolo, travalicando limiti strutturali e condizionamenti per raccontare ciò che la parola non osa dire. In tal modo l’arte discende dal piedistallo della sua onnipotenza e si ricongiunge con l’uomo e le sue fragilità.

lunedì 7 giugno 2021

“L’emozione dell’arte, l’ancora di salvezza dell’umanità” Rassegna di arte contemporanea a cura di Rosa Orsini

 

“L’emozione dell’arte, l’ancora di salvezza dell’umanità”


 Rassegna di arte contemporanea

a cura di Rosa Orsini
con la partecipazione degli artisti Renato Mazza, Franca Asciutto, Elvira Sirio e Felice Rufini

Vernissage giovedì 17 giugno 2021 ore 17,30
Dal 17 al 30 giugno 2021(domeniche comprese)
Orario: 10,30- 20,00

 

L’Atelier ExtemporArt di Roma, degli artisti Renato Mazza e Franca Asciutto, in collaborazione con il critico d’arte Rosa Orsini, presenta la rassegna d’arte contemporanea “L’emozione dell’arte, l’ancora di salvezza per l’umanità”. L’esposizione contempla la partecipazione degli artisti Renato Mazza, Franca Asciutto, Elvira Sirio e Felice Rufini. Una presenza concepita come una mini personale per ogni artista, le cui opere riconoscibili dall’individuale impronta stilistica, sono allestite lungo un percorso che attiva un dialogo cromatico e armonico con i lavori degli altri colleghi.

La mostra verte intorno al tema dell’”Emozione” inteso come fattore sinestetico veicolato dall’attività artistica.

Alla base un chiaro e puntuale riferimento al movimento dell’Emozionismo, ideato e fondato nel 1980 da Renato Mazza, Franca Asciutto e Francesco Mancini, e promosso e riproposto dall’atelier ExtemporArt di Roma. Una corrente che racchiude e unifica in sé le tipologie di tutti i movimenti artistici, recuperando e attualizzando il linguaggio dell’arte per restituire al pubblico l’espressione viva e reale della sua essenza.

L’”emozione dell’arte” è quindi filo conduttore della mostra, intesa come valenza salvifica all’interno di una società ormai in balia dei danni del progresso scientifico e della globalizzazione, soggetta a miseria e pandemia. Un tema che abbraccia l’dea dell’universale, letto come linguaggio senza confini o limitazioni, nell’idea condivida di accettazione e recupero dei molteplici generi artistici, anche opposti o antitetici, purché di elevata qualità tecnica.

Una partecipazione aperta al linguaggio dell’arte tout court, inclusivo di tutti quegli stilemi che dall’arte classica fino a quella contemporanea, passando per le avanguardie, producono una qualche forma di espressione capace di emozionare lo spettatore. In questa sede è contemplata quindi l’arte figurativa come quella astratta, la pittura come la scultura, il legno come la pietra e il bronzo. La mostra accoglie quindi artisti che condividono l’intento di creare un rimando, uno scambio capace di produrre un rapporto sensoriale tra artista e osservatore, trasmettendo quel messaggio di speranza e di fiducia nel futuro che solo l’arte è in grado di fare.

E nella libertà di espressione, che conduce la mano dell’artista nella ricerca della verità e della bellezza, fino a cogliere l’essenza dell’arte, si ritrova la capacità di esprimere la propria sensibilità, che tanto più arriva al cuore del pubblico quanto più è innalzata verso il sublime.

                                        Extempor- Art 

Atelier- Galleria di Renato Mazza e Franca Asciutto
Via delle Coppelle n. 20, Roma
TEL + 39 333.3656330
TEL + 39 320.1880504
06. 39735054
info@extempor-art.net
www.extempor-art.net

lunedì 26 ottobre 2020

Margherita Sarfatti e l'arte tra le due guerre

Una donna che condizionò il mondo della cultura e dell'arte, dominando la scena con la sua profonda intelligenza


di Rosa Orsini


Margherita Sarfatti ritratta da Mario Sironi

 

Il bellissimo quadro di Mario Sironi introduce la mostra “MARGHERITA SARFATTI E L'ARTE IN ITALIA TRA LE DUE GUERRE” in corso alla galleria Russo di Roma fino al 31 ottobre pv.


Il quadro ritrae il viso della Sarfatti immerso nell’ombra dell’ampia tesa del cappello, su uno sfondo colorato da una morbida cromia bruciata, che va schiarendosi per dar forma alla sagoma accennata dal tratteggio. Il ritratto, così fedele all’originale tale da restituirci la percezione del carattere intelligente e vivace, descrive la donna, l’intellettuale, la collezionista, colei che seppe rappresentare l’universo culturale femminile della prima metà del ‘900.

Un periodo difficile, dal punto di vista politico, soffocato nel ricordo di un passato storico con cui l’Italia deve fare i conti, a cui va riconosciuto nonostante tutto l’affermarsi di nuove correnti artistiche, inizialmente contestate poi divenute rilevanti nella storia dell’arte italiana. Parliamo delle avanguardie, in particolar modo del futurismo, sostenute da personaggi di grande acume, lungimiranti, capaci di cogliere nella modernità dei linguaggi il loro potere rivoluzionario nel modo di fare e intendere l’arte.

Il ventennio vide infatti l’affermarsi sul palcoscenico culturale di figure intellettuali di grande rilievo, che portarono quel vento di cambiamento a cui l’arte contemporanea guarda oggi come presupposto generante di un ingranaggio culturale che oltrepassa i confini accademici.

Una tra queste è Margherita Grassini Sarfatti (Venezia, 1880 – Cavallasca, 1961), veneziana, proveniente dall’alta borghesia ebraica. Sposò all’età di 18 anni l’avvocato Cesare Sarfatti, che le aprì le porte della società e del mondo intellettuale. Con lui si circondò di amicizie importanti a Milano e a Roma, che la misero in contatto con politici e  artisti del calibro di Sironi, De Chirico, Campigli, e molti altri. Scrittrice, critica d’arte, amante del collezionismo, la Sarfatti preconizzò il cambiamento di rotta dell’arte avviando una sua particolare ricerca nella raccolta di opere pittoriche, in qualità di curatrice e collezionista.

Come Ada Negri, Anna Kulishov, Matilde Serao, ebbe il coraggio e l’intelligenza per porsi come vivace alterità al maschilismo dominante della élite intellettuale italiana che precede e segue la seconda guerra mondiale.

Attraverso questa mostra, curata da Fabio Bensi e che vede raccogliere opere del periodo in questione, riscopriamo la figura di una protagonista della cultura d’avanguardia, amica di Marinetti, di Balla, di de Chirico e autrice di una delle più importanti biografie di Benito Mussolini, DUX del 1926, di cui lei fu amante e arguta consigliera, di cui possiamo vedere una copia esposta.

Il suo volto, ritratto da Sironi ma anche da Boccioni, De Chirico, scolpito da Adolf Wildt, è fisso nella memoria di coloro che ebbero modo di incontrare la sua dirompente personalità, oggi raccontata in un interessante catalogo edito da Silvana Editoriale con testo critico di Rachele Ferrario e prefazione di Corrado Augias, e che raccoglie la ricca collezione di arte moderna della Sarfatti, in parte esposta alla galleria Russo, insieme ad altre opere tra dipinti e sculture. Tra le 50 opere in mostra ammiriamo artisti del calibro di Medardo Rosso, Umberto Boccioni, Mario Sironi, Adolfo Wildt, Gino Severini, Achille Funi, Anselmo Bucci e Pietro Marussig.

Premetto che ebbi modo di vedere poche settima fa un interessante documentario su Rai Storia dedicato alla Sarfatti. Attraverso la narrazione della sua vita romanzata, si racconta la storia dell’Italia e dei suoi protagonisti. Ironia della sorte, forse, ritrovare oggi quel nome richiamato sui palinsesti della galleria Russo. Di certo Margherita Sarfatti è una donna meritevole di attenzione. Intelligente, di elevata cultura, dal carattere aspro ma determinato, audace e moderna, dominatrice della scena e dei salotti culturali su cui splendeva come stella fulgida oscurando le sue amiche rivali, intellettuali anch’esse di grande rilievo, critiche nei confronti della sua concezione di donna libera e indipendente. Partecipò a movimenti femminili e a gruppi filantropici. 

Fu direttrice della la rubrica d’arte de “l’Avanti” e fondò nel 1922 il “Gruppo del Novecento” con  Mario Sironi e altri artisti.  Ebbe tante conoscenze influenti che rivaleggiarono col suo talento di accentratrice della cultura. Sostenne il “Futurismo” e Marinetti, di cui ammirava l’eleganza, fu amica di Balla, di Boccioni e di Sironi. 

Ebbe grande influenza su Benito Mussolini, conosciuto nella sede dell’Avanti a Milano dove dirigeva la rubrica d’arte, di cui fu amante e consigliera. Sedotta dall’idee del fascismo fu infatti protagonista insieme a Mussolini nel forgiarne l’ideologia, ma se ne allontanò quando degenerò nella promulgazione delle leggi razziali, di cui fu vittima e pertanto costretta all’esilio, riparando in Francia e in Argentina. Le sue idee socialiste, il ruolo di rilievo nel fascismo, la sua posizione politica venne contestata dagli avversari e al suo rientro a Roma, nel 1947, fu messa in ombra, relegata a figura marginale. Oggi la sua persona è riabilitata dalla storia come grande intellettuale, scrittrice e storica dell’arte, una delle prime in Europa.

Riemerge quindi la figura di una tra le protagoniste del ventennio. Ma sono tante coloro che attendono di essere riscoperte. Donne di alta cultura, di forte personalità, volitive, forse più degli uomini che ne ammiravano e ne temevano la determinazione. Donne che dominavano il mondo culturale accentrando nei loro salotti, a Miilano, a Roma così come a Napoli, artisti ed intellettuali di fama internazionale. Donne che ebbero modo, come la Sarfatti di influenzare anche il pensiero dei grandi politici del loro tempo.

 


lunedì 12 ottobre 2020

“Acqua, acqua, acqua” mostra personale di pittura di Gerardo Marazzi alla galleria Spazio 40 di Roma


di Rosa Orsini

L’“Acqua” come elemento primordiale, fisso e mutevole, favorevole o avverso, colto nella discontinuità espressiva della sua potenza, assume forma e significato nel connubio tra arte pittorica e poesia, punto di partenza e approdo della mostra personale di Gerardo Marazzi. Dai versi futuristi della poesia “Acqua” di Carlo Belloli, l’artista romano trova libera ispirazione per realizzare le sue recenti opere pittoriche, esposte fino al 15 ottobre alla galleria Spazio 40 di Roma. 

Sono parole svincolate dalle regole, lasciate fluire liberamente. Parole che creano un rapporto sinestetico tra immagini e suoni, ripetuti e cadenzati, che ritornano nella mente come una antica filastrocca, aggregando tra loro i significati profondi dei nostri ricordi più cari. La lettura di questi versi  sospinge  la forza creatrice di Marazzi che riversa sulla tela le sensazioni di un processo emotivo evocato dagli elementi e che riconduce al titolo della mostra.

Ma se da un lato l’elemento naturale pone le basi della creazione artistica, dall’altro esso appare dominato dalla parte più inconscia del pensiero umano, quella che dalla percezione dei sensi arriva alla profondità dell’animo.

l'artista Gerardo Marazzi

“Dinamica evocativa” è la definizione scelta da Marazzi per descrivere il frutto della sua ricerca artistica, legata al ricordo e all’emozione. Nei suoi quadri l’immagine dipinta sulla tela diviene termine di relazione tra soggetto-artista e soggetto-osservatore, trasmettendo a quest’ultimo l’effetto emozionale fissato dal ricordo di un viaggio, fisico o emotivo, dipeso da un stato di contemplazione, momentaneo o duraturo, della natura che ci avvolge nel suo alveo. Il viaggio come metafora della vita ci lega al comune sentire e si arricchisce di sfumature, di cromie, crea un rapporto sinestetico, un continuo rimando o un processo di evocazione che rivela l’essenza del soggetto dipinto, nella sua forma figurata oppure nell’idea astratta.

L’arte di Marazzi è quindi sintesi di una percezione sensoriale a tutto tondo che rievoca odori, suoni, materia, e che l’artista raccoglie attraverso il linguaggio  della pittura.

Ci parla attraverso il colore. Sono cromie attinte dall’osservazione della natura, viva e vitale, in movimento crescente, al culmine della sua potenza. In questo contesto l’acqua predomina come elemento in divenire, fisso e immobile a suggerire la quiete, oppure sospinto dai venti fino a prevalere dirompente su paesaggi incontaminati, tale da risucchiare in un vortice la vita al suo interno. Marazzi coglie nei contrasti tonali la relazione tra gli elementi, creando un equilibrio compositivo dove le tinte accese sono stemperate da tonalità più tenui offrendo un forte contrasto cromatico, e dove il nero dialoga col suo opposto, il bianco assoluto. Come i colori, anche gli elementi della natura interagiscono vivacemente: aria e vento sospingono onde gigantesche, la luce accende di riflessi il flusso delle cascate. Contempliamo la mutazione e non l’immobilità, l’elemento che si trasforma, accresce di forza e vigore trascinando con sé tutto ciò che lo circonda e lo pervade, per ritornare infine alla calma e alla serenità.

Un processo alchemico, afferma Marazzi, riferito alla mutazione degli elementi. Suggestione di antiche letture che partecipano dell’idea artistica e che riflettono anche i versi di una poesia di Marazzi  “il Lago” commentata dal critico Carlo Fucarelli, che contribuisce a rafforzare il processo unificatore tra pittura e versi.




Lungo il percorso espositivo assistiamo ad una sequenza di opere pittoriche di forte impatto visivo. Si arricchisce nel proseguo di quadri ispirati ad un viaggio in Cina, dove l’artista riversa le atmosfere dei paesaggi orientali. Interconnessione e compartecipazione di dinamiche sensoriali che Marazzi coglie nei suoi viaggi sapientemente rievocati sulla tela grazie alle suggestioni cromatiche dei colori pastello e dell’oro che colorano i cieli segnati dal volo di splendidi uccelli. La mostra ci propone nella sua interezza una personale rappresentazione della natura di grande forza emozionale, che racchiude il presente e il passato creativo di Gerardo Marazzi.








martedì 29 settembre 2020

mostra bipersonale di pittura con Stefano Sesti e Stefania Floridi a IL LABORATORIO di Trastevere a Roma

 

Lo Spazio espositivo

Il Laboratorio

Via del Moro 49, Roma (Trastevere)

presenta

la mostra bipersonale  

con opere pittoriche

di

Stefano Sesti

 Stefania Floridi

 dal 6 all’11 ottobre 2020

apertura tutti i giorni dalle ore 11,00 alle 23,00

Vernissage giovedì 8 ottobre 2020, ore 17,00

 

 

Lo spazio espositivo “Il Laboratorio” in Trastevere, a Roma, inaugura il prossimo 6 ottobre una mostra bipersonale di pittura che vede protagonisti i due artisti romani Stefano Sesti e Stefania Floridi.

Una mostra di opere dalle sfumature e dai caratteri distinti che evidenzia le innumerevoli varianti espressive della tecnica pittorica, che dall’espressionismo astratto di Stefano Sesti conducono, in un percorso espositivo acceso e colorato, alla figurazione naturalistica della Floridi.

I due stilemi, i due linguaggi e le singole personalità degli artisti sono contemporanei al nostro sentire, alla nostra quotidiana esistenza, e se da un lato indagano il sentimento e il senso di inadeguatezza dell’uomo nella società,  dall’altro recuperano il significato autentico del vivere quotidiano puntando l’obiettivo su oggetti comuni resi protagonisti assoluti di uno spazio compositivo ben equilibrato.

La produzione artistica di Stefano Sesti si concentra su una serie di quadri dai contenuti astratti, dai soggetti sferici realizzati in smalto e acrilico che prefigurano il senso simbolico di una dimensione di conflitto tra l’uomo e il suo inconscio, espressa nel desiderio e nel simultaneo rifiuto-avversione di un legame interpersonale, tra l’uno e il molteplice, e che coinvolge nel suo profondo sentire il rapporto tra l’essere individuo e l’io.

Stefania Floridi da parte sua, più legata alla dimensione reale o realistica, anche se presente con opere astratte, dà voce alle cose, caricandole di significati, di calore, di vita. È un viaggio che ci riporta al ricordo dell’attimo legato ad un oggetto che appartiene al nostro vissuto. Sono nature morte, scenografiche presenze nella nostra esistenza disposte in ordine, in attesa.  La materia prende forma, assume significato, è oggetto-simbolo dei nostri gesti nascosti dietro la narrazione pittorica.

Astratto e figurativo fanno da contraltare in questo singolare gioco visivo di opere dai caratteri decisamente distanti, apparentemente isolati, ma che si  rivelano espressioni di un’alterità della nostra esistenza. I due artisti ci invitano ad entrare nel loro mondo, a ricercare le emozioni che hanno ispirato le loro opere, per ritrovare una comune appartenenza, tanto nella reminiscenza come nell’analisi dell’inconscio emotivo, dove tutto apparentemente distinto percepito come unicità del singolo si rivela comune agli altri individui.  

Sono due dimensioni che si incontrano e si affacciano al di fuori del loro alveo creativo, foriere di stimoli emozionali.  Lo spettatore è chiamato quindi a porsi su un piano contemplativo che non esclude una profonda partecipazione emotiva, nell’intento di decifrare i significati reconditi e simbolici  superando la lettura semplicistica dei soggetti.  

La mostra avrà luogo fino all’11 ottobre, seguendo le disposizioni di sicurezza imposte dalle norme anti-covid. Verranno quindi rispettati i distanziamenti e gli ingressi contingentati al fine di permettere la visione nella mostra nella piena sicurezza per la salute.

 

Ufficio stampa

Rosa Orsini

e-mail rosa.orsini@tiscali.it cell 340 4562227

Biografie:

Stefano Sesti nasce a Roma. Il padre Mario, artista, pittore e poeta ed il nonno materno, il pittore Giuseppe Bazzano, lo avviano, sin dagli anni giovanili, all'arte ed in particolare alla pittura. Stefano frequenta il liceo artistico a Roma ed accresce la sua preparazione anche in altre forme d'espressione, con l'aiuto di esponenti del mondo della cultura e dell'arte, quali il maestro Mario Russo, presso il cui studio approfondisce la tecnica coloristica, e la pittrice Maria Teresa Consolini, allieva del M° Giacomo Balla. Dal 1980 anche la fotografia entra a far parte del suo bagaglio artistico.

Dal 1997 è protagonista di numerose mostre presso gallerie d’arte italiane. Tra le ultime mostre citiamo quelle realizzate a Roma alla  Galleria D’Arte “IL TRITTICO ARTE” (2010); alla Galleria D’Arte “PENTARTE” (2010); alla Galleria D’Arte “IL TRITTICO ARTE” (2010); presso il Centro Culturale Camponeschi (2012 e 2013); allo Spazio Espositivo IL LABORATORIO (2014.); alla Galleria D'Arte “STEFANO SIMMI” (aprile e luglio 2015). Nel 2019 ha esposto a Roma a Palazzo Spinola con la mostra “Meditazione”  riproposta alla galleria Arte Sempione  e alla galleria Virusart con la mostra “Rinascita”.

 

Stefania Floridi vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma al Liceo Artistico nel 1976. Ha proseguito gli studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti della capitale diplomandosi nel 1981. Fin dagli anni dell’Accademia si è messa in luce tanto da essere prescelta per esporre, come cita il “Paese Sera” nel maggio del 1980, nel gruppo degli studenti appartenenti ai corsi di scultura e pittura dei professori GRECO e TROTTI, a Piazza del Popolo, ospiti della Galleria “L’Agostiniana”, muro a muro col Caravaggio. Da allora sono numerose le mostre collettive e personali a cui ha partecipato in Italia e all’estero, ottenendo un costante consenso e un forte interesse da parte dei critici.

Tra le ultime mostre realizzate nel 2020: Mostra permanente presso la Galleria d'Arte "La Fenice" di ANZIO (RM); Mostra virtuale permanente presso "DIMENSIONE ARTE", Galleria virtuale d'Arte Contemporanea; Mostra permanente presso lo Spazio Espositivo "Balian" di Roma; Esposizione permanente presso "Equilibriarte", Galleria d'Arte Contemporanea. Nel 2019 è presente con la "Mostra d'arte" alla Galleria"Il Laboratorio" di Roma.

 

 

 

 

lunedì 14 settembre 2020

Mutatio naturae - mostra personale di Pasquale Simonetti a La Pigna di Roma


Giovedì 17 settembre la galleria La Pigna di Roma Inaugura la mostra personale dello scultore Pasquale Simonetti

cita il comunicato stampa:



L’opera di Pasquale Simonetti si snoda attraverso una profonda conoscenza dei materiali impiegati e della Natura, con la quale, l’artista condivide espressioni e forme. Il legno di rovere, ciliegio, pioppo, la radica di noce divengono, nelle sapienti mani dell’artista, materiali d’eccellenza per plasmare figurazioni suggestive e di forte impatto visivo. La celebrazione è sicuramente la vita e l’ininterrotto ciclo dell’esistenza, che inizia già con la scelta del materiale: il legno. Quest’ultimo, infatti, metaforicamente annuncia la rinascita con le primaverili gemme, ma trae la sua forza dall’acqua, e, secondo una successione continua e perfetta, genererà, infine, il fuoco. Dunque, gli elementi primari coesistono nel legno, essendo parte essenziale d’esso e questa sacralità ancestrale del “tutto in uno”, è esperita dall’artista nell’elaborazione di forme suggerite, evocate, che, a volte, travalicano la realtà e propongono fatture e profili più vicini alla visione che al reale.
(Antonella Nigro)


domenica 6 settembre 2020

UNBREAKABLE: WOMEN IN GLASS - Fondazione Berengo Art Space


 UNBREAKABLE:

WOMEN IN GLASS

A cura di Nadja Romain & Koen Vanmechelen

05 SETTEMBRE 2020 - 07 GENNAIO 2021

Fondazione Berengo Art Space

Campiello Della Pescheria, Fondamenta dei Vetrai, Murano

Organizzato da Fondazione Berengo


Fondazione Berengo  presenta UNBREAKABLE: WOMEN IN GLASS, una mostra che riflette il valore delle artiste che hanno scelto il vetro quale mezzo espressivo per la realizzazione delle proprie opere.

Caratterizzata da una prestigiosa selezione di oltre sessanta artiste provenienti da Europa, Stati Uniti, America Latina, Iran e Corea del Sud, UNBREAKABLE: WOMEN IN GLASS è un omaggio al lavoro visionario di autrici che, in quanto donne, continuano spesso ad essere relegate a un ruolo marginale nel mondo dell’arte.

La mostra ha sede nel cuore di Murano all’interno della Fondazione Berengo Art Space. Questo spazio espositivo è costituito da una fornace in disuso che, grazie alla sua caratteristica ambientazione di tipo archeologico industriale, diventa lo sfondo ideale per presentare al pubblico opere provenienti dall’archivio di Berengo Studio, insieme a nuovi lavori creati appositamente per questo evento.

“UNBREAKABLE: WOMEN IN GLASS è allo stesso tempo una metafora, un paradosso e un simbolo. Una proposta provocatoria di Adriano Berengo per esplorare il rapporto che le donne hanno con il vetro nel cuore di Murano” dichiara la curatrice Nadja Romain.

Il curatore Koen Vanmechelen sottolinea come sia “arrivato il tempo di ricorrere a icone mitiche - opere d'arte fonte di ispirazione firmate da donne - in modo che la storia non possa più essere defraudata. L'invisibilità e la trasparenza del vetro danno forma a una nuova generazione che provvede a guarire le cicatrici della storia".

La mostra sarà accompagnata da un catalogo che include testi critici di Susan Fisher Sterling, Direttrice del National Museum of Women in the Arts di Washington, D.C. Gabriella Belli, direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia, Agnes Husslein-Arco, ex direttrice del Museo del Belvedere di Vienna e membro del Consiglio d’Amministrazione del Leopold Museum, Jean Blanchaert, artista, frequente collaboratore di Berengo Studio e curatore dell’edizione 2018 di Homo Faber, Koen Vanderstukken, docente presso lo Sheridan College di Oakville, Canada, Lino Tagliapietra, leggendario maestro vetraio e Rosa Barovier Mentasti, importante studiosa del vetro veneziano.

giovedì 27 agosto 2020

Presentazione del 2 numero del Catalogo Artisti in Campo a Ostia

 

Ostia "Tratti femminili" nel Chiostro del municipio


Seconda stagione della rassegna organizzata da Elisa Palchetti per il X municipio; sette serate tra musica, teatro, letteratura e cinema.
Il 28 agosto, in seno alla giornata dedicata all'editoria, tra le ospiti anche Rosa Orsini con il catalogo Artisti in Campo. appuntamento ore 20,30
ingresso libero


mercoledì 24 giugno 2020

Presentazione del 2 numero del catalogo d'arte Artisti in Campo alla galleria La Pigna di Roma



In occasione del Vernissage della mostra collettiva
“L’arte come rappresentazione di ideali irraggiungibili”

Presso la Galleria La Pigna di Roma


Orsini Pubblicazioni Arte Contemporanea
Associazione culturale per la diffusione dell’Arte e l’Editoria
 presenta
Artisti in Campo
Catalogo di Arte Contemporanea

a cura di Rosa Orsini

venerdì 26 giugno 2020
dalle ore 17:00 alle ore 20:00

Galleria La Pigna
Palazzo Maffei Marescotti
Via della Pigna 13a, Roma





Orsini Pubblicazioni Arte Contemporanea, Associazione culturale per la diffusione dell’Arte e l’Editoria, presenta il secondo numero di Artisti in Campo, Catalogo di Arte Contemporanea. La presentazione avviene in concomitanza col Vernissage della mostra collettiva  “L’arte come rappresentazione di ideali irraggiungibili” nei locali della galleria La Pigna di Roma.
L’opera a cura di Rosa Orsini, critico e curatore d’arte nonché presidente dell’associazione culturale che edita la pubblicazione, segue la precedente del marzo 2019. Raccoglie al suo interno 8 profili di artisti italiani. I testi critici,  accurati e puntuali nella descrizione degli stilemi e dei singoli percorsi artistici, nascono da incontri ed interviste con esponenti di rilevo del panorama culturale italiano ed internazionale.
Un lavoro di ricerca e di indagine all’interno dell’universo artistico per comprendere lo stato dell’arte ed offrire al pubblico una cognizione tecnica e critica dei protagonisti del nostro tempo.
Scrive la Orsini nella prefazione del catalogo:
In questo secondo volume l’attività artistica appare come non mai collegata alla
rappresentazione della realtà. Plasmata dall’ambiente percettivo e culturale in cui si muove,
l’arte nella sua funzione simboleggiante è un progetto di osservazione della natura, ma nella
moderna concezione dell’essere fa appello a nuovi significati individuati negli oggetti osservabili.
L’arte, basata sull’evoluzione cognitiva del senso estetico, diviene quindi produttrice di simboli,
di forme e colori, volumi e masse adoperati per indicare una qualsiasi realtà, situazione o
stato d’animo, che l’artista consideri significativo di attenzione. Indispensabile quindi risalire
ad una psicologia dell’arte che fa appello alla personalità dell’artista, alle sue caratteristiche
motivazionali, emotive e attitudinali. Ma pur osservando i diversi e molteplici meccanismi
percettivi e visivi, e i processi creativi edificati sull’immaginazione o governati dalla memoria, ci
appare evidente come l’attività produttiva nell’arte risulti inequivocabilmente rappresentativa e
simbolica della natura, la quale rimane il campo della sua ricerca.
In questo numero la Orsini apre la pubblicazione con una lunga intervista a Franco Mulas, artista romano di grande levatura, dove si ripercorre la sua lunga carriera, costellata di successi e dettata da una grande passione per la pittura, sempre pronta ad assecondare nuovi impulsi creativi.
Si prosegue con un testo dedicato all’artista calabrese Natino Chirico, protagonista a Roma lo scorso febbraio alla “galleria Fidia”con una personale pittorica di grande fascinazione dominata da caleidoscopici lavori su tela, con cui omaggia il grande regista Federico Fellini di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Un tributo che ha visto luce lo scorso novembre in Argentina dove Chirico ha presentato e donato alcuni dei suoi lavori all’Istituto Culturale Italiano.
Presenti testi critici dedicati gli artisti romani Stefano Sesti, che ha aperto la stagione autunnale con una serie di lavori astratti di grande pathos emotivo,  e Valeria Faillaci, le cui opere  pittoriche, che indagano il mistero dell’uomo e dell’universo sono viaggi onirici verso mondi sconfinati.
Si aggiungono i testi su Giovanni Franceschetti, che con le sue sculture alchemiche indaga il tema dell’archetipo, e su Massimo D’Aiuto, talentuoso scultore dal linguaggio moderno, che ci regala nuove emozioni sensoriali con i suoi profili scultorei. Franca Asciutto ci delizia con sorprendenti disegni dalla struttura complessa dove primeggiano campiture architettoniche di fantasiose città utopistiche e surreali.
Il catalogo si conclude con una intervista a Tito, artista e religioso scomparso nel 2018, incontrato dalla Orsini nel 2017, per una delle sue ultime interviste, forse addirittura l’ultima concessa nel suo studio situato all’interno di un importante complesso architettonico nel quartiere di San Giovanni, a fianco della Scala Santa, dove ha fondato la galleria Sala 1.